Lessico della cucina araba e levantina
Che cos'è lo zaatar? Ingredienti, varietà e come si usa
Nella cucina del Levante il nome zaatar indica sia il timo selvatico aromatico sia la miscela di spezie ottenuta con l'erba essiccata, sommacco acidulo, semi di sesamo tostati e sale. Si porta in tavola a colazione con pane arabo e olio d'oliva oppure si stende sull'impasto dei manakish.
Ingredienti dello zaatar e differenza tra verde e rosso
La miscela tradizionale unisce foglie essiccate e macinate di timo selvatico o origano siriano, sommacco, semi di sesamo tostati e un pizzico di sale. Lo zaatar palestinese e giordano ha un bel colore verde acceso e punta sul profumo dell'erba e del sesamo. Le varianti siriane e libanesi, come quelle di Aleppo e Afrin, aggiungono spesso coriandolo, cumino, anice e finocchio tostati insieme a ceci arrostiti macinati. Lo zaatar rosso deve il suo colore e la nota più acidula a una quantità maggiore di sommacco o melassa di melograno.
Come si mangia lo zaatar ogni giorno?
A colazione o durante il suhoor si mettono in tavola due ciotoline: una con olio extravergine d'oliva e una con lo zaatar. Si spezza il pane arabo caldo, lo si intinge prima nell'olio e poi nello zaatar, accompagnandolo con labneh, olive, pomodori, cetrioli e tè alla menta. Mescolato direttamente con l'olio d'oliva forma una salsa densa da spalmare sulla pasta di pane per cuocere i manakish in forno, oppure da versare su labneh, formaggi freschi e uova.







